mercoledì 31 agosto 2016

Sa Natzione Sarda




Non è che sia il caso di recedere su quello che da millenni ci sembrano verità assolute e indiscutibili?
Non per fare i menagrami, ma siamo sicuri che esista una forte coesione tra i sardi, siamo realmente sicuri che i sardi vogliano essere liberati?
Siamo sicuri che esista ancora il popolo sardo? 
Uso il termine essere liberati, perchè di attivismo patriottico, in giro, ne vedo ben poco.
Non che abbia eccessiva fiducia in schieramenti che si definiscono indipendentisti, in quanto giocano con le regole italiane, la mia fiducia va a chi adotta e usa il diritto internazionale, molto più potente e fruibile.
Una cosa bisogna gridarla forte e chiara, si pecca di comunicazione, non che sia sbagliata o poco incisiva la comunicazione, no, il fatto reale, incontrovertibile, è che comunicazione non se ne fa proprio.
Sa genti non nascidi imparada, tocada a da informai.
Se si studiano strategie comunicative decenti, in modo che tutti i sardi siano informati, delle straordinarie possibilità che offre il diritto internazionale, penso che buona parte dei sardi rifiuterebbero le imposture italiane. 
MA.
MA La gente continua a frequentare le scuole italiane, a guardare le televisioni italiane, a seguire i campionati italiani, a discutere della dinamo e del cagliari, a parlare dell'expo di milano (?) , a criticare i politici alla regione, regione italiana e politici italiani, a sperare negli investitori stranieri, che portano ricchezza (per loro) e lavoro (per noi, forse), a reclamare privatizzazioni, a usare monete private, continua a votare e appassionarsi alle elezioni italiane, ai referendum che non ci riguardano, ad assumere cibi e medicine fornite dalle multi nazionali, a dimenticare sa limba, continua a star bene nel recinto, massa di inscatolati seriali, a sperare nell'europa, nelle sostituzioni dei popoli, che ci forniranno la pensione (burla cretina), e nel consumismo di beni prodotti altrove.
Anche col frigorifero e la dispensa vuota, i cieli graffiati, il conto in banca penoso, la disperazione dilagante, la speranza assente giustificata, i cassonetti presi di assalto, siamo certi che fino a che la maggioranza avrà i soldi per pagare l'abbonamento a mediaset premium, il popolo sardo ( se così si può definire ) , non si ribellerà di certo.
E continuerà ad andare a votare. 
Valutiamo bene se manchi o meno una comunicazione decente, altrimenti lasciamo fare ai partiti indipendentisti, bontà loro, e rassegnamoci.















Garibaldì



Quella che leggerete è una improvvisazione, non sappiamo se mai garibaldì abbia amato l'italia, o la sardegna, sua ultima terra, sappiamo solo che è una delle icone italiane, popolo che, come al solito, sbaglia nello scegliere, siano essi politici o giornalisti, scrittori o presidenti della repubblica, esploratori o santi, il riferimento a pertini e a colombo sono voluti.
Diamo inizio alle ipotetiche, succinte memorie del supposto eroe dei due mondi.

"" Non so perchè voi italiani, vi ostinate a non mettere l'accento sulla i finale, quando pronunciate il mio cognome, sappiate che io sono francese.
Gli italiani mi sono persino un po' antipatici.
Non mi ha mai interessato unire una penisola che non amo, lo ho fatto solo per avidità di denaro e potere.
Denari massonici, ma a me che mi frega da dove provengono? 
Non mi interessa sapere se quei denari che voi italiani mi avete dispensato erano macchiati di sangue e sudore.
Sono stato pagato per eseguire invasioni, e lo ho fatto con piacere, dato che ciò mi consentiva anche di fare razzìe, stupri e violenze.
Spero che non crediate alla favoletta che con soli mille uomini, male equipaggiati, male armati, per niente motivati, se non dal denaro, si possa conquistare uno stato moderno e potente come era quello delle due sicilie, in quel caso dimostrate di essere degli sprovveduti.
In quel caso dimostrate di essere italiani, gente che crede alle panzane più assurde, se solo vengono dette a scuola.
Riguardo ai sardi contenti che io abbia scelto la sardegna come mia ultima dimora, dico loro che dei sardi non me ne frega un fico secco, mi sono auto esiliato nella loro terra, solo perchè disgustato da quei tre (delinquenti pure loro) che si gloriano di aver unito quello che non poteva essere unito.
La sardegna o una altra terra era lo stesso, sappiate che da voi sono capitato per caso.
Non vantatevi per questo, mi siete antipatici almeno quanto gli italiani.
Da ora in poi, quando pronunciate il mio cognome, gradisco l'accento sulla i finale, grazie. ""















martedì 30 agosto 2016

2024, Niente di nuovo








2024
Esisteva in europa, un agglomerato di gente e nazioni che qualcuno ebbe la sfrontatezza di definire popolo europeo.
Esisteva in italia, un agglomerato di gente e nazioni che qualcuno ebbe la sfrontatezza di definire popolo italiano.
Esisteva in sardegna, un agglomerato di gente che qualcuno ebbe la sfrontatezza di definire sardi.
Ogni 5 anni andavano a votare, credevano di esercitare il loro diritto di decidere, e non si accorgevano che la democrazia, nell'isola, e dappertutto nel mondo, era sospesa.
Come delle pecore, votavano personaggi collusi con le peggiori espressioni del neoliberismo più sfrenato, che avevano la sfrontatezza di definirsi di sinistra.
La gente era esperta di tematiche di mercato ( calcistico ) , di politica ( politica italiana, naturalmente ) , di economia ( tutti a osannare il made in sardinnia, salvo affollare i centri commerciali delle multinazionali ) , di cultura ( isola dei famosi e grande fratello imperversavano nelle menti dei sardi ) , era esperta di strategie ( calcistiche e cestistiche ) , aveva il dilemma di scoprire perchè gli investitori non prendessero in considerazione la sardegna, la gente aveva dimenticato chi erano i suoi antenati, e facevano risalire la propria storia e le proprie origini ai mantra televisivi e scolastici imposti dall'italia.
Molti di loro, udite, udite, si consideravano italiani, ed erano fieri della loro italianità.
I movimenti indipendentisti imploravano continuamente il permesso all'italia di defilarsi, di concedere la libertà alla nazione sarda.
A loro piaceva giocare con le regole del colonizzatore, che vero similmente non era così fesso da concederla.
Alcuni movimenti di liberazione avevano capito che solo col diritto internazionale la nazione sarda aveva la possibilità di diventare stato.
Ma erano così ininfluenti, così isolati, e così privi di comunicatività, che erano stagnanti e inoperosi, partivano tutti da una assurdità macroscopica, nel loro atto costitutivo i fondatori avevano fornito i codici fiscali assegnati a ciascuno di loro dallo stato dal quale volevano liberarsi.
Dabbenaggine cieca allo stato puro.
E poi venne una novità, che avrebbe potuto cambiare tutto, fu costituito un fronte di liberazione che avrebbe dovuto adottare esempi di decolonizzazione concreti, ma restò inoperoso per molti anni, i loro fondatori ritenevano che i sardi non fossero pronti per la libertà, ma nel contempo cercavano di instillare nelle menti dei sardi l'orgoglio di appartenere ad una grande nazione, spiegarono la grande truffa delle elezioni e della moneta.
E fino a che la gente non capiva, preferirono restare cauti, e semi invisibili.
Stando così le cose, ritenevano che i sardi non avevano diritto ad essere liberati.
E poi essere liberati suona strano, lottare per la libertà suona meglio.
Ma i sardi questo non lo capivano, qualcuno sperava nel coraggio di altri per la loro liberazione, altri speravano che la loro condizione potesse migliorare, del resto la televisione delle oligarchie diffondeva il concetto che le cose si sarebbero messe a posto.
Quando gli imbecilli parlano di magnificenza, di futuro illuminato, bisogna preoccuparsi, l'unica magnificenza presente era l'assalto mattutino ai cassonetti della spazzatura.
Intanto i partiti indipendentisti continuavano a sperare nella benevolenza italiana, e i movimenti di liberazione languivano per anni, posseduti da colpevole stagnazione.
Siamo nel 2024, sono dieci anni che la situazione non cambia, nemmeno il fronte, fondato otto anni prima, riesce ad essere incisivo, a parte il lavoro di comunicazione egregiamente svolto.
Peccato che la gente non riesce a capire le potenzialità dirompenti dell'azione del fronte. 
La gente continua a frequentare le scuole italiane, a guardare le televisioni italiane, a seguire i campionati italiani, a sperare negli investitori stranieri, a reclamare privatizzazioni, a usare monete private, continua a votare alle elezioni italiane, ad assumere cibi e medicine fornite dalle multi nazionali, a dimenticare sa limba, continua a star bene nel recinto, e sperare nell'europa, nelle sostituzioni dei popoli, e nel consumismo.
Anche col frigorifero e la dispensa vuota, i cieli graffiati, il conto in banca penoso, siamo certi che fino a che avrà i soldi per pagare l'abbonamento a mediaset premium, il popolo sardo ( se così si può definire ) , non si ribellerà di certo.
E continuerà ad andare a votare.













lunedì 29 agosto 2016

Il teorema della scarsità




Ci vogliono far credere che questo sia il pianeta della scarsità, quando invece è il pianeta della ridondanza.
Per tenere popoli sottomessi basta che li si convinca che bisogna fare sacrifici (sempre e solo la gente deve fare sacrifici, mai i politici e le oligarchie).
Che il pianeta non può sopportare l'impatto di otto miliardi di esseri umani (giocare a nascondere le risorse è molto fruttuoso e convincente).
Tenere la gente sotto ricatto economico (chiediamoci a chi faccia comodo la scarsità di moneta).
Indebitare la gente con falsi prestiti, sanzioni, imposte, e gabellerie varie (gli stati e le banche sanno fare il loro sporco mestiere).
E' di questi giorni il terremoto in centro italia, e lo stato, invece di fare lo stato, chiede ai cittadini già debitori e pagatori, di contribuire alle spese in favore di chi ha perso la casa, i suoi cari, e tutti i suoi averi.
Cento miliardi all'anno, di moneta falsa come è falso il cosiddetto debito pubblico, sono necessari per pagare gli interessi fasulli ai finanzieri delle fetenzìe che vantano crediti fasulli verso lo stato italiano.
Se quel debito non venisse pagato, perchè detestabile, iniquo, le risorse esisterebbero, sia per dare una reggia a ciascuna famiglia di terremotati, sia per i bisogni dello stato, che non dovrebbe chiedere imposte fasulle ai suddetti cittadini debitori e pagatori.
Se lo stato facesse lo stato, e avesse stampato la sua moneta, la moneta del suo popolo, il debito pubblico non sarebbe esistito.
Uno stato sovrano che si fa prestare moneta da banchieri privati, ha la stessa valenza di una barzelletta raccontata male.
Ma sappiamo che italy corporation non è stato sovrano, non è stato, non è democratico, ma è una sorta di società privata, un impensabile trust.
Ma per tenere la gente sottomessa, è necessario farle credere che il mondo è la landa delle sofferenze, delle scarsità, il pianeta del pianto e della miseria.
Per tenerla sottomessa hanno inventato le votazioni e le ideologie, pasto quotidiano gradito a imbecilli televisivi.
Indurre la gente a considerarsi povera e cretina, è un gioco che riesce bene, e da i suoi vantaggiosi risultati agli eterni furbi delle fetenzìe.
Continuate sostenere con la vostra dabbenaggine questo sistema, continuate a votare e pagare imposte, mi raccomando.
















domenica 28 agosto 2016

Il numero perfetto


Dicono che se se tre sardi discutono, si mettono in campo sei opinioni.
Precisando che questo sarebbe un pregio, e non un difetto, li devo smentire.
Eravamo in tre, amici di chilometrica data, abbiamo imbastito una altrettanto chilometrica discussione che ha portato alla conclusione che le opinioni erano solo tre, tutte ben espresse.
Si scontavano le seguenti personalità, il votante, Frantziscu, il manifestante, Borangiu, ed il quantico, Jolao.
Frantziscu affermava che qualunque processo evolutivo della società, deve passare per la strada politica, cioè per la legalità delle votazioni.
Borangiu affermava che il popolo italico è così condizionato dai media di sistema, che l'unica strada percorribile è la manifestazione, anche cruenta, sulle piazze, che la gente è stufa di questa direzione oligarchica dello stato.
Jolao sosteneva che le votazioni in seno ad una società privata, come è italy corporation non hanno senso.
Riguardo alle manifestazioni ricordava che la rivoluzione francese, per esempio, descritta come ribellione della gente, e pontificata così anche nei libri di storia, è stata preparata e gestita dalle massonerie oligarchiche, che volevano prendere il posto dei monarchi, la gente non ha mai compiuto in maniera autonoma nessuna rivoluzione. 
E' inutile parlare se non si forniscono soluzioni, Frantziscu e Borangiu le loro soluzioni le hanno espresse, Jolao non ancora.  
Per lui la soluzione è comunicare, di modo tale che, diffondendosi in tutto il pianeta, in tutto il campo, in maniera quantica, la consapevolezza che nasciamo e restiamo nel nostro intimo esseri umani liberi, e che abbiamo capito che ci vorrebbero soggiogare, tutto quello che succederà dopo, cioè la nostra liberazione, sarà solo una conseguenza.
Secondo lui manifestare pubblicamente in piazza, il nostro dissenso, ha la stessa valenza che comunicare diversamente,  e le votazioni sono una truffa.
A voi le conclusioni.






















sabato 27 agosto 2016

Non fidatevi








Non fidatevi.
Non fidatevi mai, ma verificate.
Quello che vi viene comunicato in maniera massiva, il più delle volte, è dettato da bisogni elitari.
Non fidatevi dei giornali, dei libri e dei libri di scuola, non fidatevi ciecamente nemmeno di internet, ma verificate.
Non fidatevi sopratutto della televisione, essa riporta in bella evidenza le notizie confezionate dai peggiori mitomani della storia.
Non fidatevi e verificate, non fidatevi nemmeno di jolao, spesso sbaglia, verificate sempre quello che scrive, lui sa solo che chi vuole accorpare, unire, creare stati sempre più grandi, alla maniera ventoteniana, aspira al nuovo ordine mondiale.
Questo è il pianeta dei mitomani, chi ha rilevanza mediatica, spesso è un bugiardo consapevole di dire falsità.
Ogni giornalista sincero non verrà quasi mai messo nelle condizioni di compiere il proprio mestiere, sarà solo un magnifico disoccupato.
Osservate e seguite tutto con spirito critico, un reportage, un film, un libro, la scuola, la tv, la radio, la rete, osservate bene il chi, il come, e il perchè distribuisce ideologie, mantra, settarismi vari e religioni, siate visioneris, sappiate leggere tra le righe, e soprattutto osservate le oligarchie, mettete in luce le loro bugie, specie quando affermano che certe azioni, anche governative, sono per il bene della gente.
Prendete dai filosofi solo i concetti che trovate naturali, spontanei, e condivisibili, anche loro spesso sono foraggiati dalle oligarchie, cercando di plagiarvi. 
Seguite l'istinto, che è molto più sincero delle parole.
Disertate i centri commerciali, il vicino di casa che vende verdura o frutta, è certamente più affidabile dei manager che acquistano per i super mercati, essi sono sempre intenti a sminuire i prezzi da riconoscere al produttore, e cercare di conseguenza merce di infima qualità.
Per quanto possibile rendetevi autonomi in materia energetica, e alimentare, quasi tutte le società dei servizi sono in mani oligarchiche, mani fetenti.
Rendetevi autonomi soprattutto in materia culturale, trovate il tempo per informarvi e acquisire concetti, ma fatelo in maniera critica, sappiate che quando sentite dei pensieri espressi continuamente, il più delle volte provengono dalle fetenzìe.
Non fidatevi del loro cibo, delle loro medicine, non crediate che  i graffi nel cielo, sono stati fatti per il bene della gente.
La società dei consumi e il mondo globale sono stati inventati in sfregio alla gente, così come l'europa unita, l'italia unita, gli stati uniti d'america e tutti gli altri continenti.
Quando credete che un personaggio è osannato e pontificato dai media e dalla scuola, in genere ha vissuto e operato in combutta con le fetenzìe, prova ne sia che le tre icone simbolo dell'italianalità, pertini, colombo e garibaldi, sono stati dei personaggi che per essere definiti positivi, si ha bisogno di una immensa e sudicia fantasia.
Non fidatevi dei premi nobel, specialmente quelli per la pace vengono distribuiti in maniera funzionale al nuovo ordine mondiale, obama docet.
Non fidatevi dei premi oscar, vi spingono a vedere i film più plagianti in ottica mondialista.
Non fidatevi di supposte organizzazioni pseudo benefiche diffuse a livello globale, solo le oligarchie hanno il potere di rendere planetaria qualunque organizzazione.
Non fidatevi delle raccolte fondi, solo una minima parte viene destinata a chi veramente ne ha bisogno, se volete quietare la vostra coscienza, al riguardo dei lacrimosi messaggi televisivi che vi hanno intenerito, agite diversamente, i soldi ricavati da battage televisivi in genere spariscono senza lasciare più alcuna traccia.
Siate profondamente critici su tutto, mettere in dubbio verità imposte, è sintomo di grande intelligenza, i cretini inscatolati, stanno bene laddove si fornisce la pappa pronta a disposizione di cervelli pigri. 
























venerdì 26 agosto 2016

L'europa delle fetenzìe





Questo piccolo stralcio è estrapolato dal manifesto di ventotene, così tanto osannato e citato come un perfetto esempio di costruzione della felicità dei popoli, spiega chiaramente i fini dell'unione europea.

Leggere per credere: 

«Quando, superando l’orizzonte del vecchio continente, si abbracci in una visione di insieme tutti i popoli che costituiscono l’umanità, bisogna pur riconoscere che la federazione europea è l’unica garanzia concepibile che i rapporti con i popoli asiatici e americani possano svolgersi su una base di pacifica cooperazione, in attesa di un più lontano avvenire, in cui diventi possibile l’unità politica dell’intero globo». 
.
MONDIALISTI DELLA PEGGIOR SPECIE SERVI DELLE FETENZI'E
.
Non che ci fosse bisogno di questo testo per capire le finalità criminali di questa costruzione elitaria, ma è un sovrappiù che ristora le tesi di chi osteggia questa costruzione innaturale, oligarchica, serva dei potentati internazionali e delle multi nazionali.