sabato 20 febbraio 2016

Discutere a comando


Le piccole menti sono concrete e vigili.
A volte sono pure coerenti. Vedono nitido quello che viene loro presentato davanti agli occhi, non si sforzano mai di immaginare, quella è roba da visioneris. Sanno ascoltare, ma credono a qualunque panzana, se detta da chi gode a torto della loro fiducia. Le grandi menti invece non hanno fiducia nemmeno in se stesse. Le piccole menti aspettano le giornate mondialiste di quello e di quell'altro, salvo poi dimenticarsene negli altri giorni dell'anno.Un popolo di pecoroni che discute a comando.



 
Le piccole menti parlano del presente, e sanno come cavarsela nelle situazioni più complicate. Le grandi menti soprassiedono. Le piccole menti puntualizzano. Sono sistematiche, a loro non sfugge niente. Leggono sistematicamente tutti i titoli, tralasciando le piccolezze. Per loro vengono prima gli affetti della società, per non nuocere ai loro cari non si espongono mai. Sono razionali, terrene, materiali, solide e inamovibili. Non hanno mai ripensamenti, quelli sono appannaggio dei creativi e degli spirituli, di quelli convinti di essere nel campo vibrazionale. Rifiutano di parlare di libertà e di schiavitù, e curano puntigliosamente il loro giardino. Vengono rose dall'invidia verso chi prospetta soluzioni non convenzionali, altrimenti li catalogano come pazzi. Non intraprendono mai un difficile cammino se non sono sicuri di raggiungere la meta. Ammirevoli.
Le piccole menti conoscono la storia, quella dei libri di scuola, a volte mettono in dubbio la loro correttezza, e quando questo succede, la loro autostima schizza alle stelle. Discutono di tutto e di più, dispensano sempre il loro parere e le loro certezze. Sono coerenti e leali, al punto che uscirebbero senza ombrello in un giorno di pioggia, se il giorno prima si è deciso di uscire senza ombrello, o con previsioni favorevoli. Non ti stupiscono mai, si sa sempre come si comporterebbero in qualsiasi situazione, la fantasia non è il loro forte. Creatività zero, le cose svolazzanti sono solo una perdita di tempo, robe da visionari. Non si guardano mai dentro se stesse, fatica sprecata, loro sono il massimo della sintesi e delle soluzioni spicciole. Maestre nel periferizzare ragionamenti, trascorrono il tempo a farsi rappresentare. Hanno paura di stare sotto l'impeto del maestrale, si rifugiano nel centro della massa cercando e fornendo protezione. Trattengono chi vorrebbe volare. Il loro mantra è che a pensare difficile potrebbe venire un gran mal di testa. Discutono di argomenti che le elite propongono, di chip, di gender, di accoglienza, delle aberrazioni televisive compiute dalla gente, di religione e di politica corrotta, sanno esattamente come educare e istruire i loro figli, non sanno che essi hanno già tutto quello che serve loro nel loro intimo. Plagiati che cercano di plagiare. Vivono bene così, si infastidiscono quando qualcuno cerca di destarli. Sono i migliori difensori del sistema,gente che lucida continuamente le proprie catene. Cercano di combattere il sistema quando disetico, utilizzando le sue stesse leggi. Non conoscono il diritto universale, naturale, le uniche leggi da rispettare, sono quelle decise da chi loro stessi hanno delegato a legiferare. Decise da chi loro stessi hanno scelto come proprio carnefice.

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