lunedì 22 agosto 2016

La malvagità




La malvagità è frutto di imposizioni, come un animale che diventa rabbioso, perchè sempre legato ad una catena.

La malvagità non appartiene alla gente, è una conseguenza, un risultato.

Ma la questione non è necessario porla in questi termini, quando noi due entriamo in contatto mentale, si attiva uno scambio, c'è reciprocità in questo, e paradossalmente chi riceve  ritrasmette un gradino più in alto la continuazione del ragionamento, non ti stiamo "regalando" niente, tu non ci regali niente, è un semplice connubio mentale, in modo tale che tutta l'umanità raggiunga lo stesso identico livello di consapevolezza, un interscambio di vibrazioni dalla stessa frequenza, a quel punto tutto, per noi, sarà possibile.
A quel punto, individuati i ciarpami imposti, stabilito che finora li abbiamo accettati, accertato che non abbiamo più intenzione di subirli, la liberazione sarà solo una conseguenza, loro, gli amanti delle catene e degli steccati, delle scatole, come direbbe un mio amico, in questo non possono intervenire.

Una domanda mi sorge spontanea, visto che tanti amici veramente validi, anche giornalisti definibili illuminati e impegnati a tutto tondo, e in maniera proficua, per il benessere della gente, non sono d'accordo con me. 
Non solo uno o due, no, tantissimi. 
E allora la domanda che mi viene spontanea è una sola, sbaglio forse io?
Come loro, ho bene in mente il grande fine a cui tutti noi aspiriamo, la liberazione dell'individuo da questi legacci che gente indegna ci ha costruito attorno e addosso.
Il fine è questo, ma non è detto che raggiungerlo sia automatico, ragionando pure in termini quantici.
Penso che quando si parla di sociologia o psicologia collettiva, non bisogna banalizzare.
Quando si scava sulla personalità dell'umanità, sulla bontà, l'intelligenza e la malvagità, non bisogna affrettare analisi.
Bisogna andare sul concreto, e sul fattibile. 
Qualcuno che apprezzo, mi ha accusato di essere uno che cerca libertà in maniera irrazionale, uno che vorrebbe uscire, oltre che dall'italia e dall'europa, persino dal sistema solare.
Gli eccessi non mi sono mai piaciuti, preferisco razionalizzare, per quel che mi è consentito.
E per lui, e per me, il fine ultimo è lo stesso, ma cambia il modo di raggiungerlo. 
Io vorrei raggiungerlo un passo per volta, in una maniera forse più duratura, le azioni affrettate non durano, penso che per formare una umanità libera e consapevole, ci sia bisogno di individui liberi e consapevoli, e al tempo stesso, per formare individui liberi e consapevoli, ci sia bisogno che agiscano in un ambiente libero e consapevole, in un ambiente definibile "sovrano".
La scuola, la nuova scuola, quella che intendiamo noi, sarà il punto di partenza.
E non è detto che entrambi non possiamo perseguire lo stesso scopo percorrendo strade diverse, ma le basi di partenza dovrebbero essere condivise, la preparazione, la formazione, simile. 
Faccio parte di un fronte di liberazione, la mia priorità è combattere per la libertà della mia gente, ciò vuol dire che anche io aspiro a formare tra la nostra gente, individui sovrani e consapevoli.
Dove sta l'inghippo?
Non vedo nessun inghippo, perchè ci accusate di voler appartenere ad un popolo che ha sempre anelato alla sua giusta autodeterminazione? 
E quando decideremo noi per noi stessi, per i progetti educativi che abbiamo in mente di adottare, la consapevolezza individuale, la bontà e la compartecipazione, saranno semplicemente una conseguenza, un traguardo raggiunto senza sforzo. 
L'umanità è malvagia perchè gli è stata insegnato, fin dalla scuola, il male.
Nessun condizionamento individuale deve esistere da parte della scuola, l'individuo libero di svelare senza impedimenti la sua personalità, un portare fuori dal suo intimo solo le positività che ogni essere umano è in grado di espletare, perchè insite naturalmente nella sua personalità ancestrale. 
La malvagità è frutto di imposizioni, come un animale che diventa rabbioso, perchè sempre legato ad una catena. 

Noi siamo 600 anni legati a quella catena, ormai arrugginita, che ha perso parte della sua resistenza, lasciateci fare, abbiamo bene in mente il nostro percorso, vi accorgerete che il nostro fine ultimo è la autodeterminazione personale, ancora più basilare della nostra sovranità politica, 
Lasciateci fare, sappiamo bene dove vogliamo arrivare, e sappiamo bene che prima bisogna sconfiggere chi ci tiene aggrappati a questa vita grama e misera, senza soddisfazioni, lasciateci fare, prima che per il popolo, noi miriamo all'individuo, non potrebbe essere altrimenti.





















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