venerdì 2 dicembre 2016

Lo sport preferito dai sardi

Penso che capiti a tutti coloro che, siano essi costretti o meno, ad un certo punto della loro vita, hanno deciso di cambiare luogo di lavoro e di residenza.

A coloro che hanno deciso di scrutare il nuovo, l'inesplorato.
A tutti coloro che hanno pensato che cambiando nazione, pur sapendo che le radici sono in un solo luogo, hanno deciso in maniera definitiva di oltrepassare l'orizzonte.
Per i sardi il salto del tirreno è uno sport molto diffuso.
Sono stato tre anni in emilia e sette anni in friuli.
Il mio intento era di tornare in sardegna una volta all'anno, in vacanza.
Per contigenze lavorative, avevo deciso che la mia vita sarebbe terminata là, nella nazione friulana, specialmente dopo che ho stabilito sinergie con quel popolo che ho imparato ad ammirare, pur restando legato alla mia terra.
Ebbene, una volta presa quella decisione ho come resettato tutto, quasi tutti i miei ricordi, proiettando la mia mente verso una nuova vita, dato che la sardegna mi offriva ben poche occasioni di sopravvivenza.
No, non è mancanza di amore per la mia terra, è praticità pura e semplice.



E' istinto di sopravvivenza, anche se penso che ciascuno debba lottare per la propria terra, infatti noi non siamo come i migranti africani, i falsi profughi che non hanno a cuore la prosperità della propria terra, noi amiamo in maniera viscerale la sardegna.
Rientrai nell'isola, dopo la disastrosa crisi del 2008, il friuli non era più quella terra di produzioni che era stata per decenni.
In sardegna, se si parla di lavoro, non c'era niente di niente, e decisi di praticare di nuovo lo sport più diffuso tra la gente sarda, il salto del tirreno.
Ma ormai il contatto con la mia terra era ristabilito, ho desiderato di vedere intorno a me, nel piccolo paesino in riva allo Judrio, tutte le persone che conosco e alle quali voglio bene, riunite tutte assieme, vedere una automobile simile ad una che conoscevo, mi riportava indietro nel tempo, vedere un viso che assomigliava ad un mio amico sardo, mi invogliava a conoscerlo.
Per un sardo non è necessario sentire la voce di uno sconosciuto, se lo sconosciuto è sardo, bastano i tratti somatici.
Una volta che sono rientrato in sardegna, ho visto il sosia perfetto di un amico friulano che mi aveva ospitato per cinque mesi, e che quindi conoscevo benissimo, mi avvicinai a lui, con mia grande sorpresa lo sentii parlare in sardo e non in friulano.
Il mondo è piccolo, l'umanità varia, siamo schegge di umanesimo lanciate chissà dove, e in balia dei venti, i venti forti e impetuosi di entrambe le regioni.
Il maestrale di sardegna che piega gli alberi , e li plasma secondo il suo volere, e la impetuosa bora friulana, che non ti consente di stare all'aria aperta, che ti tappa le narici, tanta è l'irruenza.
Due regioni simili anche in questo.
Due regioni che ammiro e amo..
Perchè il mondo è così grande?
Perchè non posso avere tutti i miei affetti vicino a me?
Perchè non posso guardare in viso i miei nuovi amici del web .... perchè ?
marianoabis

https://jolao77.blogspot.it/2017/11/in-vena-di-iperboli.html

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