domenica 30 novembre 2014

La Storia delle Civiltà Occidentali va riscritta.



















La Sardegna è una delle terre emerse più antiche del mondo, una tra le terre  più anticamente abitate.

E' in Sardegna che è nata e si é affermata a partire da 11.000 anni fà la Antica Civiltà Sarda, la prima grande civiltà Mediterranea che si diffuse in Africa, nel vicino Oriente, e in Europa, e probabilmenbte anche altrove, dove gettò le basi per la nascita delle future civiltà occidentali.


sabato 29 novembre 2014

mlnsardu

QUANDO UNA FAMIGLIA E' VESSATA TROVA LE GIUSTE SOLUZIONI PER USCIRE DA BRUTTE SITUAZIONI
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QUANDO UN POPOLO E' OPPRESSO, DEVE TROVARE LE GIUSTE SOLUZIONI PER LIBERARSI
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IL GOVERNO SARDO PROVVISORIO DEL MLNSARDU , IN SINERGIA DI INTENTI CON LA CORAGGIOSA FAMIGLIA SPANU DI ARBOREA , NELL'INTERESSE DI TUTTO IL POPOLO DI SARDEGNA , SI SONO UNITI ED HANNO DATO VITA AD UN AVVENIMENTO CHE VERRA' RICORDATO NEGLI ANNALI DELLA STORIA DELLA FUTURA PROSSIMA REPUBLICA DE SARDINNIA.
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Tutto ciò è stato possibile per il sacrificio degli attivisti del Movimentu de liberatzione natzionale sardu, dei popoli liberi sardegna, di tutti i vari movimenti zona franca, di terra sarda, del partito sardo di azione, di casapound, del movimento cinque stelle, di sardigna natzione, di popolo sovrano sardegna, degli esuberi meridiana, degli operai ottana polimeri, di IRS, di meris, di anti equitalia, del movimento artigiani e commercianti, e di tutti i liberi cittadini che hanno collaborato e ancora collaborano alla difesa dell'azienda Spanu.
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A questo storico risultato hanno collaborato anche i seguenti organi di informazione: Linea QN, SardegnaNotizie, ilsovranista, Cagliaripad, Ansa, la nuova sardegna, la stampa nazionale di torino, videolina TV, rai tre, Sardegna libera TV, e l'unione sarda.
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L'italia , oggi, è un pochino più piccola, la Sardegna , da oggi in poi, immensamente più grande.
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La famiglia Spanu e il governo sardo provvisorio ringraziano chi ha collaborato a vario titolo.

Mariano Abis

giovedì 27 novembre 2014

Nuraghes P Maleddu/Taogi

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ngY2NpeIqOw






Nuraghes – Moneta Comunale


“Un sistema-Paese che non ha la capacità di produrre moneta, che se la deve procurare a condizioni poste dall’esterno come un Paese del Terzo Mondo … è automaticamente destinato a essere comperato e colonizzato … da quei sistemi-Paese e da quei potentati finanziari che hanno la possibilità di produrre moneta a costo zero o hanno rendite speciali, come il petrolio.                                                                                  I rapporti di forza e gerarchia tra i sistemi-Paese sono le loro diverse capacità monetarie.” Marco Della Luna in “CimitEuro”

 Nuraghes           Moneta Comunale

Un popolo che non riesce a generare per sé all’interno del proprio territorio una moneta contabile per attivare, stimolare e far girare la propria economia, piegandosi a farsi imporre da poteri esterni una moneta debito come l’euro, è un popolo senza futuro. Se a ciò aggiungiamo il fatto che non ha nessun potere a livello nazionale e internazionale di far sentire la propria voce né di rivendicare alcunché, ma può solamente subire il monopolio dell’informazione, della somministrazione alimentare e dell’energia in mano ad una elite di potere che si fa fatica persino ad identificare e che continua indisturbata a dettare regole sopranazionali di comportamento in campo economico e politico, il futuro di tale popolo è in grande pericolo. Questo sino a quando questo popolo sottomesso non inizi a rendersi pienamente conto del suo stato di dipendenza totale da poteri che hanno tutto l’interesse di mantenere e rinforzare questa posizione di dominio, e decida di iniziare a reagire per riprendersi un minimo di autonomia decisionale. Liberandoci, almeno momentaneamente, dall’illusione di poter invertire un corso degli eventi che è saldamente in mano dell’elìte dominante, possiamo invece decisamente mirare, senza nemmeno alzare il tono verbale con controproducenti e minacciose rivendicazioni, a ritagliarci un minimo di autonomia monetaria che ci permetta di conquistarci anche quella alimentare. Un popolo indipendente dal punto di vista alimentare è un popolo libero. Con la consapevolezza, dettata dall’evidenza, che nessuno verrà ad aiutarci da Roma o Da Bruxelles, sarebbe bene entrare velocemente nell’ordine di idee che l’emissione di una nostra moneta locale è attualmente l’unica via percorribile per riprendere in mano il nostro futuro. L’euro è un mezzo di scambio che contiene, nel processo di emissione, degli errori strutturali appositamente inseriti dai Grandi Usurai internazionali per portarlo a malfunzionare.                                                                     Questo difettoso funzionamento viene ulteriormente aggravato dal fatto che sia arbitrariamente tenuta in circolazione una quantità di denaro insufficiente (scarsità artificiale programmata) a soddisfare le più normali esigenze, e che venga deliberatamente consegnata ai centri di potere (classe politica governativa e suo intorno, banche e multinazionali) che già ne gestiscono in abbondanza, invece che alla parte più attiva o bisognosa della popolazione.                                                                                                                                         Questa distorsione nel funzionamento porta l’euro a polarizzare sempre più nelle mani della classe speculatrice dominante (chenon produce nessun bene materiale utile, ma si è impossessata del privilegio dell’emissione monetaria grazie alla complicità della classe politica) la maggior parte della ricchezza nazionale prodotta dal popolo lavoratore. Il tessuto sociale viene pertanto lacerato e diviso in due poli opposti, con il polo superiore dominante a  vivere di rendita sfruttando la parte più debole e numerosa della popolazione, alla quale rimane l’onere di svolgere tutto il lavoro fisico.                                                                                               La Grande Usura internazionale riesce a creare arbitrariamente all’interno dell’organizzazione sociale delle condizioni per le quali risulta impossibile alla classe lavoratrice, obbligata a chiedere denaro in prestito per attivare delle imprese, ripagare il debito contratto con gli Istituti di Credito autorizzati ad emetterlo.                                                                                                 In estrema sintesi, le banche private, avendo il monopolio dell’emissione sia dell’euro che del credito, mettono in circolazione una moneta che nasce come un debito (primo grave errore strutturale) che il popolo inconsapevole dovrà cercare di ripagare in una vita di lavoro. Sarà comunque un tentativo vano, dal momento che i Grandi Usurai proprietari del sistema bancario, mettendo in circolazione il capitale da investire in attività produttive, ma non il relativo interesse generato, rendono matematicamente impossibile (secondo grave errore strutturale) la restituzione del debito, notoriamente composto da capitale più interesse.                                                                                            Per tentare di pagare anche l’interesse, altri debiti devono incessantemente essere contratti per far entrare altro denaro in circolazione: ma se i prestiti vengono volutamente negati per far circolare una quantità di moneta assolutamente insufficiente (terzo errore),  come potrà mai la popolazione pagare i debiti e sopravvivere?                                                                                         Non potrà: sarà costretta a scegliere tra consegnare ai banchieri le proprietà immobiliari ipotecate o suicidarsi.                                                       Oppure, optare per entrambe le opzioni: perdere la casa e suicidarsi. L’euro non assolve quindi il compito di distribuire equamente il reddito nazionale tra tutti gli abitanti, anzi, è lo strumento che permette alla classe speculatrice di vivere di rendita sul lavoro della parte più debole e numerosa della società, costringendola pure all’indigenza.                                                     Inoltre, da quando i Grandi Manovratori hanno disegnato, a loro uso e consumo, un mondo globalizzato nel quale i capitali si possono spostare con un click sul computer, il denaro raccolto localmente viene immediatamente dirottato verso luoghi lontani che permettono rendite finanziarie più rapide e sostanziose, lasciando un vuoto monetario nella comunità.                                    Questa mancanza di liquidità finisce col paralizzare l’economia locale. Ecco che l’ingresso in scena di una moneta complementare che riesca a riavviare gli scambi di merci e servizi tra produttori e consumatori locali diventa necessario. La moneta è una invenzione della mente umana. Ma se è stata volutamente falsata per favorire unicamente una esigua minoranza di Usurai, la possiamo cambiare o reinventare. Il proliferare in tutto il mondo di monete locali complementari al sistema monetario imperante, è la risposta a questo ricercato inquinamento del sistema distributivo della ricchezza. La moneta locale che non può prendere il volo è l’unica arma rimastaci. Usiamola. I Nuraghesqui presentati vogliono essere un onesto mezzo di scambio e di pagamento per rilanciare una economia locale fatta di cooperazione e solidarietà tra il popolo sardo. Con l’emissione dei Nuraghes, qualsiasi comune può dare un lavoro a tutti i disoccupati residenti nel proprio territorio, finanziare una serie di iniziative a favore della popolazione locale, eliminare tutte le tasse comunali, riservandosi la facoltà di imporne una (se necessario e per periodi limitati) per salvaguardare il corretto funzionamento della moneta stessa. I Nuraghes, gestiti con intelligenza da amministratori competenti che abbiano a cuore il benessere dei loro concittadini, possono risolvere agevolmente i problemi primari di ciascuna comunità locale. Un minimo di conoscenza da parte degli amministratori della materia monetaria è chiaramente fondamentale. La valuta ufficiale si basa sull’abilità di coloro che la emettono e la controllano, e sull’ignoranza della popolazione sfruttata, perché viene celato l’inganno insito nel suo meccanismo di emissione. La nostra ignoranza è la loro forza. La solidità dei Nuraghes si basa invece sulla onestà e competenza di coloro che li emettono e li controllano e sulla conoscenza diffusa (anche e soprattutto tra i cittadini) dei meccanismi di funzionamento della organizzazione sociale di una qualsiasi comunità e del suo sistema di scambio di beni e servizi. La conoscenza è la nostra forza e quella deiNuraghes. Tale conoscenza alimenta la fiducia e la convinzione nelle proprie capacità, base del successo di qualsiasi iniziativa. In ogni caso, amministratori e amministrati non verranno nel modo più assoluto abbandonati a sé stessi, perché si darà vita ad un Forum Monetario permanente di persone competenti per guidare e monitorare costantemente l’emissione dei Nuraghes. Il Forum sarà naturalmente aperto ai consiglieri comunali e a tutti coloro interessati ad acquisire una adeguata conoscenza del meccanismo dell’emissione della moneta e di quale sia la sua vera funzione. Tratto da “Nuraghes – Moneta Comunale”




moneta locale


WWW.ILSOVRANISTA.IT
Moneta locale
di Mariano Abis

Dalla parte di un sindaco, e di una amministrazione comunale, di un qualsiasi paese o città della Sardegna.
Appello rivolto a tutti i rappresentanti di istituzioni pubbliche e private, componenti di associazioni culturali, polisportive, onlus, commercianti, industriali, agricoltori, artigiani, eccetera, e ad ogni singolo cittadino.
Questo testo propone un modo di vivere e di pensare innovativo, non è adatto a chi ha paura dei cambiamenti, ed è contrario allo stravolgimento radicale di questo sistema palesemente fallimentare, e a chi si conforma in maniera passiva alle regole di vita dettate da personaggi lontani dalla nostra isola, nella fattispecie da dirigenze politiche che non hanno a cuore il benessere di una terra lontana, come può essere la nostra Sardegna.


Vignette






















N.euro deliri di Carlo Pompei


il grande Paolo Maleddu


Carlo Pompei




  di   Carlo Pompei

Questo non è un Paese per gente che scrive quel che pensa.

di Carlo Pompei

carlo pompei giornale
Il giornale per il quale lavoravo (e del quale sono tuttora legale rappresentante) conduceva le medesime battaglie di tutte le pagine antigovernative che popolano facebook e dava lavoro a centinaia di persone.Anti lobbies e multinazionali
Anti Ogm
Anti signoraggio bancario
Anti euro non regolamentato
Anti Europa delle banche
Anti privatizzazioni selvagge
Anti nuovo ordine mondiale
Anti svendita del patrimonio nazionale
Anti delocalizzazionePro nazionalizzazione delle banche
Pro sovranità monetaria
Pro riforme elettorali, pensionistiche, istruzione, sanità.
Pro abolizione tasse inique (Imu, canone Rai, etc)
Pro reddito di cittadinanza non assistenzialista
Pro incentivi alla piccola e media impresaE altre ancora.
Cominciammo queste battaglie, supportati anche da firme prestigiose, già dal 1998, trasformando una testata mensile in quotidiano con i requisiti per la percezione del contributo all’editoria dal dipartimento preposto all’uopo – e non soltanto – dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Quindi, molto prima della diffusione capillare delle notizie su internet e della creazione e diffusione di Facebook. Per non parlare del Movimento 5 Stelle, che non era neanche nei pensieri dei suoi ideatori.Un bel giorno, però, Beppe Grillo e Milena Gabanelli, avendo dormito male, si sono svegliati con l’idea di togliere il contributo all’editoria (forse perché noi volevamo abolire il canone Rai?).
L’uno mandò in scena uno spettacolo nel quale ci definiva “quattro paginette di merda” (nel frattempo eravamo a sedici pagine, ma non è questo il punto, l’informazione non si misura un tanto al kg, secondo tale ipotesi il “mi illumino di immenso” ungarettiano non varrebbe nulla?), l’altra imbastì una puntata di Report che ebbe come unico risultato quello di far chiudere soltanto due giornali: noi e Il Giornale d’Italia, testata poi acquistata a saldo e stralcio da la Destra di Storace, nonostante Teodoro Buontempo (Rip), avesse una regolare busta paga con noi.
Vi risparmio i particolari.
Gli altri giornali, tra decreti ed emendamenti che potete leggere sulla GU, continuano indisturbati a percepire regolarmente tale contributo.
Di che tipo di manovra si è trattato? Togliere le briciole ai piccoli scomodi per lasciare la fetta di pane intera all’informazione asservita? O che cosa?
Ho contattato sia Grillo che la Gabanelli in privato: nessuna risposta.
Ho contattato varie Istituzioni statali e organizzazioni private, nelle prime fanno spallucce, nelle seconde hanno paura.
Nel frattempo io sto ricevendo ingiunzioni di pagamento e multe da ex dipendenti, collaboratori, Agenzia delle Entrate ed Equitalia per inadempienze dovute al mancato pagamento di contributi, tasse, Iva, f24 a vario titolo, Durc, etc.
L’ammontare di tali cartelle esattoriali è di milioni di euro, che ovviamente non potrei pagare neanche vendendomi a pezzi.
Sono subentrato ad una situazione a dir poco disastrosa per cercare di tutelare tutti i lavoratori dell’indotto che alimentavamo, mi ritrovo a dover gestire vertenze inoltrate da quelle persone che ho voluto tutelare.
Se mi coglie un infarto, ora sapete perché.
Ps: il dipartimento Editoria ha sospeso il contributo a fine 2008, ma il giornale è uscito tra mille difficoltà fino al 4 dicembre 2011. Da quel giorno non posso fare altri lavori, non ho diritto a Cigs, mobilità o disoccupazione, ho perso 30mila euro di liquidazione e non ho percepito tutti gli stipendi.
Questo non è un Paese per gente che scrive quel che pensa.
Carlo Pompei


Tziddica








Tziddica

Capita che qualcuno cerchi di destare la comunità della contrada di sorres, e qualche volta ci riesca, nonostante l'impresa sia proibitiva.

Capita che un concerto abbia un filo conduttore dal quale non si transige.

Nessun tipo, nemmeno formale di "Ismo," solo naturalità.

Capita che il duo Stefano Matta e Sandro Marongiu cerchino di togliere qualche tziddica dagli occhi assonnati di una comunità dedita a telefonia mobile, viaggi in rete, e qualche concessione di genere a improbabili abiti da sera sgargianti di un nero abbagliante.

Capita che la perfezione tecnica e musicale dei due, sia un incentivo per dare rilevanza a testi che hanno lo scopo di trasmettere soprattutto il desueto e sacrificato concetto di libertà.

Concetto dimenticato, ma è giusto che qualche coraggioso lo riesumi.

Capita di sentire una splendida trasposizione di concetti Hessiani.

Succede di risentire le coinvolgenti melodie Dylaniane.

E quando la trattazione si sposta verso concetti cari alla eterna e nobile nostrana civiltà contadina, quella che fb (altra loro istruttiva citazione) non distruggerà mai, il duo esprime la gioia di ricordare i loro trascorsi di infanzia, quando la terra e la gente erano sane, quando il cielo non era graffiato, l'acqua ancora pura, e allora il canto diventa inevitabilmente poesia.

Ma anche trattazioni di temi come privazioni e lotte di individui e popoli che anelano al bene più prezioso, la libertà personale e collettiva, così bistrattata anche in quel lontano pianeta che informazioni fasulle descrivono erroneamente felice.

Ho visto Stefano trasformare testi improponibili, in coinvolgenti ballate.

Ho visto Sandro con soli due comunissimi pezzi di ferro in mano, generare ritmi poetici.

Stefano, voce, testi, chitarre, armonica, passione per la libertà, e simpatia.

Sandro, batteria, bongos, inventiva, qualsiasi attrezzo gli capiti per le mani, nude o occupate, è indifferente, amore per la libertà, personalità da vendere, alcune birre, e il gioco è fatto, creatività a dismisura per entrambi.

Grazie per la bella serata.














 Stefano Matta e la sua band , il mio gruppo preferito , 




"Atmos" e Il Lupo della Steppa.


Stefano Matta Band - "Svegliatevi"(11.08.2000)



2:43 Riproduci successivo Riproduci ora E passano i giorni.. di Stefano Matta 74 visualizzazioni

domenica 23 novembre 2014

Balentia


La parola gusta , quella che ti fa sentire importante è balentìa, parola al femminile, parola che evoca grandi imprese, parola che inconsciamente ti fa sentire coraggiosa, e che razionalmente la associ ad un bisogno di concedere un affetto generoso, verso chi credi sia il nuovo messia disceso in terra, tra di noi, una parola che esplicita quanto tu valga, o meglio, quanto tu pensi di 

I punti e le virgole.

I punti separano frasi diverse
le virgole uniscono le varie frasi

Vedrei il mondo composto da tanti piccoli stati, e tanti punti che li separano.

Vedrei il mondo abitato da tanti popoli liberi, e una miriade di virgole che li uniscono.

Ma questo sarebbe solo un primo, indispensabile passo per la liberazione di tutte le genti.

L'hanno detto loro

La conquista del potere



L’HANNO DETTO LORO

di Mariano Abis tratto dal romanzo “La sovranità appartiene al popolo” LINK pagina facebook
Ci hanno detto, novantant’anni fa, che avrebbero costruito l’unione degli stati europei, per poter controllare tutto un continente.
Non li abbiamo creduti.
Ci hanno detto, sessant’anni fa, che avrebbero creato una moneta unica, per dominare tutto un continente finanziariamente.
Non li abbiamo creduti.
Ci hanno detto, quasi un secolo fa, che per dominare, bisogna spersonalizzare persone e popoli, che una razza meticcia può essere plagiata e sfruttata più agevolmente.
Non li abbiamo creduto.
Hanno detto che avrebbero fatto di tutto per farci acquistare oggetti non utili, o dannosi, li abbiamo accontentati.
Hanno diffuso il concetto che la parola razzismo, proviene dalla cultura della gente.
Molti di noi ci hanno creduto.
Ma molti di noi sanno che quella parola appartiene alle elite, e che accusarci tra noi, appartenenti al popolo, di quella parola, non fa altro che il loro gioco.
Hanno detto che ridurranno la popolazione del mondo, a solo mezzo miliardo di individui, ma naturalmente noi non ci crediamo, anche se il progetto è già partito.
Più che la storia, obiettivamente importante, occorre leggere le teorie elitarie del passato, in quelle farneticazioni ci avvisano di quel che faranno.
Ma naturalmente noi siamo così intelligenti, che non ci crediamo.
Mariano Abis

domenica 2 novembre 2014

SardiniaNovas




Mio fratello Pietro Loi mi ha concesso il privilegio di poter collaborare al rilancio di un giornale che è stato un punto di riferimento per tutti i sardi, e conosciuto forse più a livello internazionale che locale.

I temi sulla autodeterminazione della sardegna e del suo popolo, sono stati il filo conduttore che ne ha segnato le strategie, e che ha fatto conoscere al mondo le lotte, specie in materia di zona franca, di tutto un popolo.

Agli amici sardi e non , vada la mia preghiera di rendere di nuovo importante il giornale, commentando , seguendo le tematiche affrontate, e , perchè no, mettendo un bel mi piace convinto alla pagina.

Stiamo intraprendendo questa nuova avventura in nome della sardegna e di tutto il pianeta che anela alla libertà da poteri persino troppo visibili, anche se loro fanno di tutto per potersi celare, ma i danni che stanno arrecando al mondo intero sono fin troppo evidenti.

Aiutateci a combattere questi autentici farabutti egoisti e criminali, facciamo tutti insieme un ipotetico "ballu tundu" tenendoci per mano, come per esorcizzare con la forza della consapevolezza quei personaggi definibili come l'anima nera del mondo.

Grazie a chi vorrà esaudire questo nostro desiderio, fate conto che il giornale sia anche vostro, commentate, inviateci materiale interessante in tema con le nostre tematiche: mondialismo, autodeterminazione dei popoli, temi monetari e archeologici, storici e geo politici, effettiva autodecisionalità della gente, lotta a ingiustizie perpetrate da banche, stato italico ed equitalia, insomma, in due parole, gli stessi temi che tratta Linea QN, con la quale auspichiamo sinergie di intenti, da noi troverete spazio, nella stessa misura in cui commentate in tutta libertà su Linea.

sabato 1 novembre 2014

Jolao77 é attivo

                 

                     Jolao77.blogspot.com



Nasce il blog Jolao77



e luce sia !